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Il buongiorno di Sophia

Sophia, 16 anni, ex alunna della nostra scuola e ora in terza liceo linguistico.

Una storia significativa, che ha voluto condividere stamattina con tutti gli studenti della scuola secondaria.

Sophia, ai tempi delle medie, ha rifiutato un busto obbligatorio a causa di una seria scoliosi per non essere “diversa”. Risultato: dopo alcuni anni si è reso necessario un gesso imprigionante.

Sophia ha voluto partecipare alla settimana delle diversità per dire ai ragazzi di non avere paura di essere se stessi.

Grazie Sophia, perché la tua testimonianza è stata preziosa, soprattutto per i tanti giovani che oggi sono troppo legati alla loro immagine esteriore.

Iniziative collaterali

Nell’ambito delle iniziative pomeridiane facoltative inserite nella settimana delle diversità, la 2A della scuola secondaria si è recata in uscita presso la mostra “Gli altri siamo noi”, concepita come un circuito di attività, fumetti, indovinelli, giochi da fare e da provare, che portano il visitatore a riconoscere e a confrontarsi con alcuni meccanismi legati all’incontro con chi è diverso da noi: lo stereotipo, il pregiudizio, la discriminazione e il capro espiatorio sono alcuni dei temi affrontati.

La 3B, invece, ha partecipato alla significativa esperienza del “Dialogo nel Buio”, presso l’Istituto dei ciechi di Milano. Il percorso si differenzia da un’esposizione tradizionale per l’assenza totale di luce e per il fatto che i visitatori, per esplorare gli ambienti, devono affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto, del gusto.

Una sfida, insomma, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci.

I gruppi di 8 studenti, accompagnati da guide non vedenti, hanno attraversato ambienti senza luce che riproducevano situazioni reali.

Può sembrar banale, ma non lo è affatto. Varcato l’ingresso, la linea di confine fra la luce e il buio, ci si è trovati alle prese con una condizione mai sperimentata, dove è stato importante imparare un “altro vedere”.